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<title>Museo Diffuso Torino - Territorio e Memoria</title>
<link>http://memoria.acmos.net/</link>
<description>memoria.acmos.net</description>
<language>en-us</language>

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<title>Palazo Campana</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=39</link>
<description>L'edificio iniziato nel 1675 con impianto barocco, fu convento dei padri Filippini. Acquisito dallo Stato nel 1855 e risistemato con facciata ecclettica da A.Mazzucchetti, ospit&ograve; ministeri e uffici pubblici. Nel 1929 divenne Casa littoria, sede principale del partito fascista. Si intitola a Felice Cordero di Pamparato, comandante partigiano con il nome di Campana, impiccato nel 1944. Sede universitaria dal dopoguerra, ha visto nascere il movimento studentesco nel 1967. Restaurato da P. Derossi nel 1997</description>
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<title>Santuario della Consolata</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=20</link>
<description>Il Santuario della Consolata conserva una preziosa e imponente raccolta di ex voto, molti dei quali riguardano gli avvenimenti bellici del 1940-1945, i bombardamenti sulla citt&amp;agrave;, la guerra in terra e in mare dei soldati sui vari fronti, la prigionia e la deportazione, la guerra partigiana, fino al ritorno a casa dei reduci e alle vicende legate ad un difficile dopoguerra (scoppio di ordigni inesplosi, atti di banditismo). Non mancano ex voto che fanno riferimento ad eventi della quotidianit&amp;agrave; (malattie, incidenti) che le contingenze belliche rendono ancora pi&amp;ugrave; drammatici.</description>
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<title>Albergo Nazionale</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=19</link>
<description>L'albergo divent&amp;ograve; tristemente famoso poich&eacute; al suo interno venivano interrogati i prigionieri politici detenuti alle Nuove. Gli interrogatori presupponevano torture e violenze e potevano durare intere settimane. Racconta Ignazio de Paoli, partigiano poi deportato: &amp;quot;A Torino ci portarono all'albergo Nazionale, ora piazza Cln, dove c'&amp;egrave; le statue della Dora e del Po, e l&amp;igrave; era il comando delle SS [&amp;hellip;] E l&amp;igrave; vi era il famoso - e tristemente famoso - capitano o maggiore Alois Schimdt, che a Torino&amp;hellip; in Piemonte ne fece piangere molte famiglie.. &amp;quot;.</description>
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<title>Piazza Castello</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=18</link>
<description>Il 28 aprile le milizie tedesche e fasciste avevano lasciato la citt&amp;agrave; ormai in mani partigiana. La mattina presto la piazza fu teatro dell&amp;rsquo;insediamento delle nuove cariche cittadine nominate dal Comitato di liberazione nazionale regionale piemontese. Un corteo, partito dalla Conceria Fiorio, avanz&amp;ograve;, con difficolt&amp;agrave; per le sparatorie dei cecchini, lungo via Cibrario e via Garibaldi per portare il nuovo prefetto Luigi Passoni, il sindaco Giovanni Roveda e il vicesindaco Ada Marchesini Gobetti nella prefettura da poco liberata.</description>
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<title>Stazione di Porta Nuova</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=17</link>
<description>Nel 1944 partirono dalla stazione di Porta Nuova, destinati ai campi di transito o di concentramento nazisti: militari, discriminati razziali, antifascisti, partigiani, operai, renitenti alla leva. I gruppi condannati alla Deportazione venivano radunati all'alba dentro il carcere delle Nuove e trasportati alla stazione alle prime luci del mattino. I trasporti ufficiali furono quattro: il primo part&igrave; il 13 gennaio con destinazione Mauthausen, l’ultimo il 27 giugno 1944 con destinazione Ravensbruck.</description>
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<title>Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della libert&Atilde;&nbsp;</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=16</link>
<description>Da sempre concepito come un sistema integrato fra un centro di interpretazione e una serie di luoghi presenti sul territorio, il Museo Diffuso della Resistenza, grazie ad un importante contributo della Citt&iuml;&iquest;&frac12;, pu&iuml;&iquest;&frac12; oggi dare piena attuazione a questa sua particolare caratteristica.  
Nella sede di corso Valdocco una mappa dei luoghi, un pieghevole informativo e una postazione interattiva stabiliscono un rimando diretto tra l&iuml;&iquest;&frac12;allestimento permanente e i luoghi fisici della citt&iuml;&iquest;&frac12;, con i quali i visitatori potranno interagire attraverso l&iuml;&iquest;&frac12;innovativo sistema dei &iuml;&iquest;&frac12;matrix code&iuml;&iquest;&frac12;.
Per alcuni di questi &iuml;&iquest;&frac12; stato realizzato un impianto informativo cha ha dato ampio spazio alle immagini originali dell&iuml;&iquest;&frac12;epoca, mentre per altri, onde evitare una stratificazione di segnali, il Museo, in accordo con l&iuml;&iquest;&frac12;Arredo Urbano, ha optato per l&iuml;&iquest;&frac12;impiego degli specchi &iuml;&iquest;&frac12; Storie di Torino, modificandone la grafica e il titolo. Un lungo e importante lavoro di ricerca &iuml;&iquest;&frac12; stato effettuato in collaborazione con l&iuml;&iquest;&frac12;Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societ&iuml;&iquest;&frac12; contemporanea &iuml;&iquest;&frac12;Giorgio Agosti&iuml;&iquest;&frac12;.
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<title>Caserma Alessandro La Marmora</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15</link>
<description>Costruita nel 1887-1888 come “Caserma Dogali”, tra il 1922 e il 1942 fu sede dei Bersaglieri ciclisti e venne intitolata ad Alessandro La Marmora. Dopo l'8 settembre 1943 vi si stabil&igrave; il quartiere generale dell'Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana che aveva il compito di reprimere la lotta clandestina in citt&agrave; e provincia.  Divenne luogo di detenzione e tortura dei sospetti conniventi con la Resistenza. Fu liberata dai partigiani la notte tra il 27 e il 28 aprile 1945.</description>
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<title>Rifugio antiaereo di piazza Risorgimento</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=14</link>
<description>La particolare storia e l'ubicazione stessa dei rifugi, chiusi dopo la guerra, hanno consentito di conservare alcuni esempi particolarmente importanti di luoghi di memoria. Il rifugio di piazza Risorgimento, uno dei pi&ugrave; grandi tra i 45 ricoveri pubblici costruiti dal comune di Torino &egrave; composto da tre gallerie parallele lunghe circa 40 metri e larghe 4,5 collegate da otto passaggi e poste a una profondit&agrave; di dodici metri, per una superficie complessiva di circa 700 mq. E’ stato riaperto nel 1995.</description>
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<title>Ghetto ebraico</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=13</link>
<description>La piazza reca visibili i segni del vecchio ghetto nell’edificio all'angolo con via des Ambrois dove, a parit&agrave; di altezza con le case limitrofe, sono sovrapposti quattro piani pi&ugrave; un ammezzato, per alloggiare il maggior numero di famiglie. Alcune delle antiche cancellate che venivano serrate al tramonto sono ancora visibili su via Maria Vittoria. Negli anni della persecuzione qui vivevano gli ebrei meno benestanti: piccoli commercianti, artigiani, venditori ambulanti.</description>
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<title>Casa Gobetti</title>
<link>http://memoria.acmos.net//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=12</link>
<description>La casa di Piero e Ada Gobetti, fra il 1943 e il 1945, divenne uno dei punti di riferimento dell&amp;rsquo;antifascismo torinese e una delle sedi clandestine del Partito d&amp;rsquo;Azione. Mentre Torino era in guerra, le minoranze politicizzate si attivarono e costituirono una rete clandestina che diede vita agli organi politici e militari della Resistenza: Ada fu una delle animatrici di questa rete. Nel 1961 venne fondato il &amp;ldquo;Centro studi Piero Gobetti&amp;rdquo; che trasform&amp;ograve; la loro casa in uno spazio aperto alla ricerca.</description>
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